Philosophy

Il mio primo Viaggio lo feci quando compii 18 anni. Frequentavo il quarto anno all’istituto tecnico per il turismo. Ero in piena crisi adolescenziale e volevo, per la prima volta, “mollare tutto e partire”. Così aprii la Nuova Sardegna, pescai il primo annuncio di lavoro, chiamai e nel giro di un paio di settimane partii.

In sardo si dice “a una conca”. Partii a una conca, senza programmi, lasciando dietro la scuola, persone care e il mio passato. Sapevo a mala pena dove si trovava Lipsia, la città dove mi stavo dirigendo per lavorare in un gelateria. Prima di allora, le ore passate su un aereo si potevano contare sulle dita di una mano. Non avevo mai messo piede in una metro e non avevo mai messo alla prova le mie conoscenze linguistiche. Per la prima volta prenotai un biglietto aereo; lo prenotai per Monaco perché non avevo capito che Lipsia fosse più vicina a Berlino. Partii sprovveduto, impreparato, senza sapere cosa stessi andando a fare. Eppure tutto ciò non mi spaventava, anzi. Il buttarmi a capofitto in un mondo sconosciuto lo trovavo adrenalinico. Provavo più o meno la stessa adrenalina che si prova quando ci si butta nel vuoto con un paracadute. Forse è proprio in questo periodo che capii quanto questo tipo di avventura mi facesse sentire più vivo.

Con il tempo poi iniziai a capire che le vacanze con gli amici erano un qualcosa di cui avevo bisogno, che mi divertiva e mi distraeva, ma non era esattamente quello che cercavo. Ciò di cui avevo veramente bisogno era Viaggiare.

La mia concezione di Viaggio è, sotto alcuni aspetti, retrograda e anacronistica. Il Viaggio per me è diventato come un Gran Tour, il pellegrinaggio che i rampolli figli della borghesia del Seicento compivano per completare la propria educazione.

Per me il Viaggio non è più una semplice vacanza bensì un’esperienza di vita, una fase formativa del mio percorso esistenziale. Viaggio non solo per visitare nuovi posti e conoscere altre culture ma per vivere un cambiamento. Ogni volta vivo il Viaggio come una fase della mia vita, un’esperienza unica, una fase di passaggio, una crescita. Viaggio per conoscere il diverso ma soprattutto per conoscermi meglio, per mettermi alla prova, per essere più sicuro di me stesso.

Ho bisogno di muovermi per sentirmi vivo. Ho bisogno di avventura per sentire ogni volta quel brivido che mi rende attivo e coraggioso, per poi affrontare più facilmente tutti gli ostacoli della vita. Che poi non sono mai ostacoli, ma solo delle nuove avventure.

Adoro partire, girovagare senza meta, perdermi. Andrea Got Lost nasce proprio per questo, per raccontare le sensazioni di questo mio perdermi.

Cosa puoi trovare in questo blog

In questo blog potrai trovare racconti, consigli di viaggi, a volte qualche ricetta o qualche recensione di un libro che mi è piaciuto in particolar modo. Attraverso questo blog voglio divulgare la filosofia del Viaggio, quello vero, con la V maiuscola appunto. Voglio farti conoscere cosa vuol dire viaggiare e avventurarsi responsabilmente, viaggiare lenti e in maniera sostenibile, sia da un punto di vista economico che ambientale.

E ovviamente…Voglio farti scoprire il mondo dei viaggi in bicicletta!

Voglio appassionarti e coinvolgerti, ispirarti e portarti in viaggio con me. Farti conoscere le culture del mondo e le bellezze di questa terra. Voglio condividere con te esperienze.

Quello che non troverai, invece, sono articoli con titoli accattivanti come “vuoi scoprire i segreti di una vita felice?” oppure “ecco i 10 migliori Hotel del Burundi” o “ecco la guida per il miglior shopping in Guatemala”.

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